18 marzo 2016

Sistemi Alternativi

Deterrente meccanico:

Il deterrente meccanico (noto anche come punte) è composto da un insieme di aghi o spuntoni di altezza variabile da 8 a 12 cm. fissati su un piano lamellare. Essi possono essere interamente in acciaio inox, in materiale plastico o misto (base in materiale plastico e aghi in acciaio).

La deterrenza è data dal fatto che il volatile (piccione), cercando di appoggiarsi sulla parte protetta, si ferisce (è un metodo cruento), con conseguente disturbo fisico, e, quindi, si allontana o, comunque, si sposta.

Il deterrente meccanico dà, in genere, buoni risultati solo se applicato su parti che offrono un appoggio minimo (davanzali, cornicioni stretti, cavi elettrici o telefonici, ringhiere, inferriate, ecc.) che, interamente occupate, non danno modo al volatile di aggirare l’ostacolo.

Ma se esso viene installato su superfici più ampie come canali di gronda, su un colmo o sul perimetro di una torretta d’ascensore, il volatile, al primo tentativo si allontana ma, riconoscendo nel deterrente meccanico la causa del dolore provato, planerà di fianco per riuscire poi ad allargare gli aghi infilandosi fra di essi e neutralizzandone l’efficacia.

Per questi motivi il deterrente meccanico è sconsigliato per la protezione di strutture ampie quali tetti, marcapiani, terrazze, torrette, larghe balaustre.

Deterrente chimico:

 

Il deterrente chimico consiste in una sostanza (comunemente chiamato “repellente”) di aspetto viscido e contenuta in tubi (tipo silicone).

L’efficacia di questo metodo è assai limitata sia in termini di superfici sulle quali è possibile installarlo, sia in termini di resistenza nel tempo, essendo fortemente condizionato dagli agenti atmosferici.

Il suo funzionamento si basa sul fatto che il volatile, appoggiatosi sulla zona protetta, non abbia una presa sicura e, sentendosi scivolare, vada a posarsi altrove.

I problemi che si riscontrano nell’utilizzo di questo metodo sono di varia origine:

Pulizia: sul volatile restano tracce di “repellente” e, quindi, nel momento in cui si sposta su altre superfici, le sporcherà.

Strutture: la sostanza chimica utilizzata penetra su pietra, marmo, mattone, cemento, granito, ecc. e non è più possibile eliminarla, neanche con i sistemi più avanzati (come sabbiatura, microsabbiatura, …)

Questi fattori rendono l’efficacia del metodo assai limitata e di difficile applicabilità. Va, inoltre, tenuto presente che la quantità di prodotto stesa, diminuisce in relazione al numero di piccioni che si posano sulla zona protetta, rendendo impossibile il calcolo della durata nel tempo.

Deterrente ad ultrasuoni

Il sistema ad ultrasuoni, assai conosciuto per l’allontanamento di ratti, topi, cani, gatti, ecc. è totalmente inefficace sui volatili.

Questi ultimi, infatti, impiegano pochissimo tempo ad abituarsi al fastidioso sibilo generato da questo sistema occupando senza problemi la zona protetta.